LA CITTADELLA DEL COMMIATO

Competition Project
Comune di Ferrara
Ferrara (IT)
2012.05
L’ampliamento della Cittadella del Commiato con l’inserimento della nuova sede obitoriale comunale permetterà di consolidare i servizi di onoranze funebri offerti ai cittadini e qualificherà uno dei recinti storici della città preservandone il carattere originario. Il Nuovo Obitorio Comunale potrà esserne il fulcro e al suo interno un nuovo recinto ne diverrà il cuore: la Camera Ardente si raccoglierà attorno ad un chiostro dove si celebrerà il commiato.

 

Team: Arch. Andrea De Matteis, Arch. Giovanni Milani, Ing. Giorgio Vismara, Studio Tecnico Ronzoni e Associati.
Collaboratori: Agr. Carlo Callari, Arch. Carolina Medici, Arch. Veronica Mirarchi, Arch. Roberta Rinaldi.

______________________________________________________________________________

INTRO

Il progetto affronta due temi chiave: l’inserimento di nuove attività e volumi costruiti all’interno di un recinto storico di fine ottocento da preservare come documento storico; la identificazione tra gli spazi eminentemente tecnici dell’obitorio di un ambito di servizio più pubblico dedicato alla celebrazione del commiato. Luogo che, nella eccezionalità della sua funzione, dovrà essere dotato di riconoscibilità all’interno della città, moderno spazio di coesistenza tra credi e fedi diverse di fronte al commiato dalla vita, sorta di “chiesa” pubblica per l’intera comunità.

Il nuovo intervento cerca di inserirsi nel sito in modo lieve: seguendo la volontà espressa nelle indicazioni di progetto di organizzare il nuovo volume come collegamento tra quelli esistenti e non porlo come elemento autonomo, esso si costituisce come volume semplice e unitario, piastra ad un piano che si articola volumetricamente aprendo un vuoto centrale – il Chiostro commemorativo – e incrementando la propria altezza nell’aderire all’edificio esistente divenendone sua prosecuzione.



- Vista assonometrica della Cittadella del Commiato e del Nuovo Obitorio Comunale

FOCUS

Il Nuovo Obitorio Comunale si insinua tra i manufatti esistenti come un elemento nuovo ma non discorde. L’idea principale è quella di abitare il recinto, edificare il muro di cinta, ampliarlo a collegare gli edifici esistenti e farlo vivere accogliendo le nuove attività. Il progetto propone poi un nuovo recinto nel recinto, il Chiostro commemorativo, perno centrale di tutto l’insediamento.
Lontano dall’idea di mimare i caratteri storici – magari aggiungendo un nuovo edificio in mattoni tra quelli esistenti – il progetto non si inserirà però nemmeno urlando con forza la propria presenza, imponendosi come elemento eccezionale protagonista dello spazio: l’ampliamento progettato non vuole alterare i delicati e consolidati equilibri tra i volumi esistenti ma cerca di porsi tra essi proponendo una logica diversa in grado di instaurare relazioni inattese con gli edifici in mattoni che popolano oggi il recinto. E questo per non turbare gli equilibri stabili e delicatissimi dell’attuale impianto urbano, documento della sua costituzione nell’arco degli ultimi due secoli di storia.

- Vista prospettica dell’ ingresso della Cittadella del Commiato

DATI

Sc: 1121mq
La cittadella del Commiato:
_Edificio ingresso
Slp: 150mq
_Camera Ardente:
Slp: 335mq
_Deposito Osservazione:
Slp 200mq
_Obitorio:
Slp 400mq
_Spai tecnici e di servizio:
Slp: 231mq
Tot Slp: 1316mq

______________________________________________________________________________

REPORT

 Inquadramento

La Cittadella del Commiato si trova nel quadrante nord-est della città. Parte del recinto complessivo dell’ex-Arcispedale Sant’Anna, il recinto che racchiude il servizi funebri municipali manterrà la sua funzionalità come servizio alla città dopo l’attuazione del complessivo Piano di Recupero.

Il progetto per il Nuovo Obitorio Comunale ristruttura l’insediamento complessivo della Cittadella consolidandone la struttura e il suo recinto. Il progetto consolida il muro di cinta e propone un nuovo recinto, cuore centrale della Cittadella del Commiato, che si aggiunge alla serie di recinti contigui o racchiusi uno nell’altro con cui la città si è costruita nel tempo, a partire dalle Grandi Mura e dal Castello Estense.

Lungo il bordo est dentro le Grandi Mura il recinto dell’ex-Arcispedale di Sant’Anna accoglie il recinto della Cittadella del Commiato che a sua volta racchiude un cuore di raccoglimento, il Chiostro commemorativo con il suo nuovo Giardino degli aranci. Giardino che si ricollega idealmente al Giardino degli Aranci sul tetto del Castello Estense, legando questo nodo perimetrale del sistema della città pubblica con il suo riferimento più centrale.

- Inquadramento

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 Logica insediativa e articolazione volumetrica del progetto

Avvio del progetto è stata la ricerca di quali logiche potessero essere seguite per guidare l’inserimento di nuovi volumi costruiti tra gli edifici racchiusi nel recinto storico. Acquisendo la logica a padiglioni esistente nel sito i nuovi volumi in progetto sarebbero potuti sorgere isolati, nuovi elementi puntuali aggiunti alla serie di oggetti esistenti.



La città spinge invece per la ricerca di una soluzione alternativa: le linee guida al progetto impongono la concentrazione del sedime di possibile ampliamento nello spazio di contatto tra gli edifici esistenti. Nessun nuovo padiglione potrà inserirsi autonomamente tra gli altri come episodio autonomo nell’attuale logica insediativa che caratterizza il cluster del recinto della futura Cittadella del Commiato.



A fronte dell’impossibilita di inserire nuovi autonomi episodi, l’ampliamento si costituisce con una logica diversa: non è un addizione al sistema degli edifici, come non è il diretto ampliamento di uno di essi ma può divenire l’edificazione del recinto. E’ il muro di cinta, reperto originario che tiene insieme i diversi episodi, che si consolida, solidifica acquisendo spessore e volume. Alcuni degli edifici esistenti ad esso adiacenti ne fanno direttamente parte, innestandosi sul muro stesso, altri invece ne hanno interrotto la continuità manifestando la loro autonomia.
L’ampliamento previsto per il Nuovo Obitorio Comunale acquisisce la logica dei primi ed ispessisce il muro di cinta edificando una piastra continua ad un piano della stessa altezza. Questa espansione coinvolge poi gli edifici esistenti posti sul confine sud, inseriti nell’area di possibile utilizzo per l’obitorio comunale attraverso una loro ristrutturazione.



Il volume teorico della possibile edificazione del muro, acquisisce una reale forma fisica attraverso delle operazioni di articolazione volumetrica orientate a definire spazi specifici e soluzioni speciali nei punti di contatto con gli edifici esistenti.

In primo luogo in corrispondenza con il fronte sud dell’edificio esistente a cui l’ampliamento si attacca il volume si innalza andando a prenderne la stessa altezza così da gestire la discontinuità e rendere l’ampliamento quanto più organico al sistema esistente nel recinto.
In secondo luogo l’ambito del possibile sedime di ampliamento è ritagliato secondo l’orientamento principale del recinto che rimane a riferimento base per l’edificazione. Il volume costruito accoglie poi un vuoto centrale, lo spazio del Chiostro commemorativo, spazio all’aperto di diretta pertinenza della Camera Ardente dove avviene il rito del commiato ed inizia il corteo funebre.

Infine ulteriori operazioni di dettaglio affinano la composizione volumetrica complessiva: verso il Chiostro un ulteriore piccolo volume si attacca al corpo di due piani aderente all’edificio esistente per sottolineare la centralità dello spazio aperto per la commemorazione; una piccola piegatura inclina una quota parte della facciata di due piani del volume addossato all’edificio esistente così da alleggerirne la sagoma complessiva.



In conclusione, il volume finale così lavorato esibisce in dettaglio l’idea della continuità del muro di cinta: nel volume si ritrovano le linee di un muro strutturale che gira su se stesso e offre gli appoggi per i volumi costruiti contenuti all’interno. Da questi poi emergono lucernari che portano luce agli spazi di lavoro a seconda delle necessità.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

La Cittadella: definizione del sito (layout, flussi e spazi aperti)

Il Nuovo Obitorio Comunale si configura come ponte di collegamento tra i padiglioni esistenti: le nuove attività realizzano un sistema in sinergia, pur garantendo autonomie di funzionamento. Le attività dei diversi enti insediati (Nuovo Obitorio Comunale, AMSEF srl, AMSFEC, Ferrara TUA, HOLDING Ferrara Servizi srl, Università degli Studi di Ferrara) mantengono una razionalità d’uso dei propri spazi esterni, dei flussi di accesso e fruizione, nonché degli spazi e flussi interni tra gli edifici del Nuovo Obitorio Comunale e la sede dell’AMSEF.

- Planimetria generale della Cittadella del Commiato

L’obitorio definisce un legame privilegiato tra il margine sud dove occupa gli spazi degli edifici esistenti lungo il muro e l’edificio centrale sede delle municipalizzate comunali per i servizi funebri e della Holding srl. Le attività dell’Obitorio si concentrano nella nuova espansione che occupa gli edifici a sud oggi solo parzialmente utilizzati. La funzionalità delle attività degli enti insediati nell’edificio centrale è mantenuta inalterata; la stessa organizzazione interna del piano terra utilizzato da AMSEF è conservata nella sua attuale configurazione. Inoltre è possibile da lì accedere all’obitorio comunale nel suo edificio d’ingresso che funge da snodo di passaggio tra i servizi funebri dell’intero recinto.

- Schema del sistema della sosta 


E’ confermata una sorta di suddivisione nord-sud dell’area ricalcando l’asse di riferimento principale di tutto il recinto. Attraverso il portale dell’edificio lungo la via Fossato di Mortara avviene l’ingresso principale verso il viale alberato interno che percorre l’intera area da nord a sud. Lungo il viale si trovano le attività pubbliche e di rappresentanza: da un lato una delle sedi dell’Università degli Studi di Ferrara, dall’altra la sede dell’AMSEF, AMSEFC e Holding srl. Alla fine del viale nella parte sud del sito si trova il Nuovo Obitorio Comunale suddiviso in: un blocco pubblico di ingresso e di servizio; un cuore centrale per la Camera Ardente affacciata sul Chiostro Commemorativo; una parte prettamente medico-legale costituita dal Deposito di osservazione e dal vero e proprio Obitorio con le varie sale di intervento, analisi e ricomposizione del defunto.

A fianco dell’ingresso principale alla Cittadella, al di sotto dell’edificio sede di Ferrara TUA e degli uffici di AMSEF, si trovano due ingressi laterali per gli utenti stabili del complesso. Da lì è possibile accedere direttamente al complesso parcheggiando le proprie biciclette negli appositi spazi lì predisposti.

Sul lato est del sito è localizzato il parcheggio per gli addetti impiegati alle varie attività insediate. L’accesso a questo ambito della Cittadella è principalmente tecnico: oltre alla sosta delle auto si trovano gli ingressi laterali al piano terra dell’edificio centrale usato dall’AMSEF e l’ingresso più tecnico all’obitorio comunale e ai suoi vani di servizio, nonché l’accesso al vano usato dall’AMSEF per il lavaggio autovetture. A questo settore è garantito l’accesso diretto carrabile direttamente sul fianco del recinto, attraverso il parcheggio pubblico lungo i Rampari di San Rocco. In questo modo, separando l’accesso più frequentato dalle auto da quello più pubblico e pedonale è possibile valorizzare al meglio la fruizione della Cittadella.

- Schema dei flussi

Per lo stesso motivo è previsto un trattamento unitario degli spazi aperti del recinto. Non c’è segregazione ma coesistenza degli usi in uno spazio aperto unitario seppure nella sicurezza di direzioni definite e flussi chiari tra le varie utenze. Non vi è settorializzazione con aree segregate e definite al suolo come isole protette da un generale mondo di percorribilità carrabile, ma ambiti e direzioni riconoscibili definiti da elementi discreti molteplici; il tutto in un senso complessivo di unità e continuità dello spazio aperto come unico giardino, chiostro ampio pavimentato in cubetti di porfido sotto una piantagione di aceri rossi.

Una matrice regolare ordina l’impianto dei nuovi alberi orientandosi secondo l’asse nord-sud di riferimento e colonizzando il sito come una sorta di piantagione. Dall’interno la piantumazione si espande esternamente nell’area dei parcheggi pubblici nell’angolo sud-est: contenuta nelle mura del recinto storico della Cittadella la piantumazione ne fuoriesce dichiarando la propria apertura alla città. Un nuovo spazio pubblico è acquisito per la comunità, un nuovo spazio “sacro” per la celebrazione solenne del commiato.

Le alberature appartengono alla specie Acer platanoides “Royal Red”: si tratta di piante che a maturità raggiungono un’altezza di 10-12 m, caratterizzate da un fogliame di colore rosso. Tale scelta prende origine confermando il doppio filare di Aceri del viale centrale e per continuità si è deciso di utilizzare una specie appartenente alla medesima famiglia botanica (Aceraceae) con caratteristiche morfologiche simili, ma immediatamente distinguibile grazie ad una differente colorazione del fogliame.

- Schema del sistema di piantumazione

La matrice principale della piantumazione si infittisce in un quadrante, raddoppiando il suo passo, a definire un nuovo mondo, il Chiostro commemorativo. E’ realizzato un nuovo piccolo giardino degli aranci, richiamo dei giardini pensili degli aranci del Castello Estense. La volontà è stata quella di evocare un paesaggio fortemente radicato nella cultura Ferrarese attraverso l’utilizzo di un agrume, il Citrus x aurantium (arancio amaro), più resistente delle altre specie alle condizioni climatiche settentrionali, e in particolar modo alle gelate. Si tratta di un piccolo albero, con altezza a maturità di 2-3 m, caratterizzato da una fioritura molto profumata, così come il fogliame.

Solo una serie di elementi puntuali e discreti sono stati utilizzati per definire direzioni e ambiti, per fornire quell’orientamento base alla fruizione dello spazio aperto. Così alcune piattaforme si innalzano dal suolo di 15 cm realizzando spazi privilegiati; sedute lineari in blocchi di pietra sono poggiate sul suolo uniforme offrendo spazi di sosta ma segnando anche direzioni e racchiudendo piccoli altri spazi di aggregazione.

- Schema degli elementi discreti

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 Il Nuovo Obitorio Comunale (attività, spazi e flussi)

Il Nuovo Obitorio Comunale è suddiviso in tre parti principali: due sono accolte nel volume a piastra ad un piano che estrude il muro di cinta e invade gli edifici esistenti coinvolti dall’ampliamento lungo il margine sud del recinto; la terza è concentrata nel volume a due piani posto in continuità con l’edifico esistente in mezzo alla Cittadella.

In particolare le attività si organizzano in cinque realtà principali collegate tra loro: la Camera Ardente con il suo Chiostro è posta centralmente a tutto il sistema ed è anticipata dagli uffici e altri spazi più pubblici di servizio e multifunzionali localizzati nel volume a due piani di ingresso; lungo il margine sud l’edificio a piastra accoglie nell’angolo ovest il Deposito di Osservazione e subito a seguire verso est, coinvolgendo gli edifici esistenti, il vero e proprio Obitorio, spazio medico-legale, che è posto in contatto diretto con la Camera Ardente attraverso il locale di ricomposizione del defunto.

L’ingresso pubblico al Nuovo Obitorio Comunale avviene lungo il viale alberato di accesso alla Cittadella verso cui si apre una vetrata a tutta altezza che separa il nuovo volume a due piani dall’esistente edificio in mattoni occupato da AMSEF srl, AMSEFC e Holding srl. Attraverso la vetrata si accede al piano terra ad un vano informativo di servizio che anticipa la Camera Ardente ed è integrato da uno spazio di ristoro. Da qui le scale e l’ascensore portano al piano superiore dove sono localizzati due uffici e una sala polifunzionale che si affaccia attraverso un piccolo balcone sul Chiostro commemorativo. Al piano interrato si trovano depositi e vani tecnici necessari agli impianti.

La Camera Ardente funge da anello di snodo tra le attività più pubbliche che ne fanno da supporto e le attività eminentemente tecnico-sanitarie del vero e proprio obitorio. Organizzata come un’unica grande sala prende una forma ad “L” a delimitare il Chiostro. Caratterizzata da un’atmosfera di pace e distacco, è finita con una pavimentazione in travertino che continua all’esterno rivestendo il pavimento e il muro di recinzione del Chiostro e che risalta internamente tra le pareti e i soffitti bianchi, i pilastri e i setti portanti in cemento armato a vista, liscio, dal trattamento uniforme e dal tono chiaro. Nella sala sono predisposti cinque spazi per l’ultimo saluto ai defunti: separati in modo leggero e flessibile da tendaggi gli spazi offrono la necessaria intimità ai riti ma anche l’opportunità di un uso più flessibile dello spazio permettendo celebrazioni più ufficiali che possono occupare l’intera sala ospitando sino a oltre 100 persone. Attraverso la vetrata continua completamente apribile il feretro può essere trasportato nel Chiostro ed essere caricato sul carro funebre per il corteo che inizia il suo cammino di ultimo saluto prima della sepoltura in questo spazio aperto di raccoglimento tra gli alberi di arancio.
Oltre a questi spazi per le celebrazioni del commiato la sala offre uno spazio di servizio alla persona e uno spazio più chiuso e raccolto dedicato al culto: situato nel limite est del corpo a “L” è completamento racchiuso da pareti perimetrali e illuminato dall’alto da un lucernario che convoglia all’interno la luce del pomeriggio.

- Vista prospettica del Chiostro della Celebrazione

- Pianta piano terra

- Prospetto sud

 

- Sezione nord



- Prospetto est

- Prospetto ovest

 

- Sezione est

 

- Sezione ovest

La vetrata che guarda verso il Chiostro è caratterizzata da una incisione serigrafica irregolare dei vetri che filtrano l’irraggiamento diretto e creano un’atmosfera più astratta nella visone dello spazio esterno degli alberi di arancio e del pozzo. Essa è costituita da una sequenza di specchiature singole, a tutta altezza, completamente apribili verso il Chiostro.

Con ingresso separato e autonomo l’Obitorio e il Deposito di Osservazione si distaccano dalla Camera Ardente per una maggiore flessibilità d’uso. Pur funzionando autonomamente questa parte più tecnica si interfaccia con il sistema degli spazi per le celebrazioni attraverso un ampio vano di passaggio centrale al sistema che apre un varco verso la Camera Ardente e si trova lungo un corridoio distributivo su cui affaccia anche il locale di ricomposizione del defunto. Punto nevralgico del sistema delle connessioni e dei flussi questo spazio permette di garantire la completa e autonoma funzionalità delle parti con cui è costituito l’articolato programma del Nuovo Obitorio Comunale ma anche la loro completa integrazione.

Il Deposito di Osservazione accoglie a piano terra i due vani di osservazione salme mentre ricava nel piano interrato gli spazi per le celle frigorifere. Il piano interrato è raggiungibile con un porta-lettighe per le salme che è utilizzabile anche come montacarichi per accedere ai depositi e vani tecnici localizzati negli altri spazi del piano interrato che occupa il sottosuolo dell’angolo sud-ovest di possibile ampliamento.
Dai vani di osservazione il personale tecnico e le salme accedono direttamente all’Obitorio nella sequenza di: sala autoptica, laboratorio e stanza medico/magistrato. La salma è condotta poi al locale di ricomposizione da cui è prelevata per essere portata alla Camera Ardente sul Chiostro.
Verso est, dopo la sala di ricomposizione e il vano di passaggio verso la Camera Ardente, sono localizzati in sequenza altri spazi tecnici e di servizio (deposito dei reperti clinici, spogliatoi, servizi, locale di riposo addetti, ufficio, rispostigli, lavanderia, deposito rifiuti). All’estremo est infine, il sistema si conclude con un vano per il deposito rifiuti e il mantenimento dello spazio per il lavaggio autovetture di AMSEF.

- Schema dei flussi dei visitatori della Camera Ardente e dell’Obitorio

 

- Schema dei flussi degli addetti ai servizi funebri e personale medico-legale

 

 - Schema dei flussi delle salme

- Vista prospettica all’ interno della Camera Ardente in affaccio sul Chiostro della Celebrazione

______________________________________________________________________________

 

MONOLITH

International Competition Project
YAC – Young Architects Competitions
Roccascalegna, Chieti (IT)
2017.07
The project for an Observatory House for tourists on the hillside of Roccascalegna, focuses on the potential of a new interior landscape and a gorgeous experience of observing the sky. A series of monoliths appears on the side of the hill, as ancestral symbols of connection with the cosmos. The spaces of the houses are all buried into the ground; the vertical volume of the monolith appears on top as an alien object landed on the hill.

 

UNA NUOVA URBANITA’ RURALE

Competition Project
MHS Spa
Paderno Dugnano, Milano (IT)
2013.11
Il progetto propone una nuova urbanità rurale nell’area ex-Breter. Viene proposto un nuovo modello insediativo di case basse, dense e minute, aggregate a isole, che gravitano attorno ad uno spazio aperto pubblico completamente permeabile e orientato alla produzione agricola. Oggetto di interesse è un nuovo equilibrio tra urbanità e ruralità, una nuova ecologia urbana.

 

URBAN DESIGN MEETINGS – LECTURES

International Seminar
Politecnico di Milano
Milano (IT)
2013.10 
The Meetings are born for the Urban Design Course in the Master of Science in Urban Planning and Policy Design at the Politecnico di Milano - School of Architecture and Society, and organized by Andrea De Matteis. In the Meetings are collected: Case Studies, Lectures, Forums, Focus, Workshops.
In this appointment the office Arup with the architect Stefano Recalcati will give a LECTURE about “Sustainable masterplanning in the new emerging countries”.

THE OPEN BLOCK-HOUSE

International Competition Project
Europan 12
Nürnberg (DE)
2013.06
The replacement of a former closed housing block  with a new opened block realizes a brand new urban space for the city. The outstanding open block offers the opportunity to give to the housing building a new civic role for the entire neighborhood: the compactness and the clearness of the volume highlights its presence, while its openings and passages inside let the citizens live the ground floor and the courtyard for collective activities.

 

URBAN DESIGN MEETINGS – FOCUS

International Seminar
Politecnico di Milano
Milano (IT)
2013.06 
The Meetings are born for the Urban Design Course in the Master of Science in Urban Planning and Policy Design at the Politecnico di Milano - School of Architecture and Society, and organized by Andrea De Matteis. In the Meetings are collected: Case Studies, Lectures, Forums, Focus, Workshops.
In this second Meeting, Francesca Tatarella and the milanese landscape office Atelier delle Verdure will FOCUS on “The design of the open spaces in the contemporary city “.

URBAN DESIGN MEETINGS – CASE STUDIES

International Seminar
Politecnico di Milano
Milano (IT)
2012.12
The Meetings are born for the Urban Design Course in the Master of Science in Urban Planning and Policy Design at the Politecnico di Milano - School of Architecture and Society, and organized by Andrea De Matteis. In the Meetings are collected: Case Studies, Lectures, Forums, Focus, Workshops.
In this first Meeting on a CASE STUDY, the architect Massimo Bertolano (Erick van Egeraat former associate) will present the Milanofiori project.

NEW HIGHTECH CAMPUS

Competition project
Confindustria di Bergamo
Albino, Bergamo (IT)
2012.08
Oggi la riqualificazione dell’area di Albino può proporre un elemento in più. Se da una parte le logiche dello sviluppo immobiliare sono tema imprescindibile per la fattibilità economico-finanziaria di trasformazioni così ampie e complesse, come lo è del resto la riqualificazione ambientale di contesti fisici così eccezionali, dall’altra parte elemento determinante per la riqualificazione dell’area di Albino è la strategia di riuso industriale.

LA CITTADELLA DEL COMMIATO

Competition Project
Comune di Ferrara
Ferrara (IT)
2012.05
L’ampliamento della Cittadella del Commiato con l’inserimento della nuova sede obitoriale comunale permetterà di consolidare i servizi di onoranze funebri offerti ai cittadini e qualificherà uno dei recinti storici della città preservandone il carattere originario. Il Nuovo Obitorio Comunale potrà esserne il fulcro e al suo interno un nuovo recinto ne diverrà il cuore: la Camera Ardente si raccoglierà attorno ad un chiostro dove si celebrerà il commiato.

 

ECOSISTEMI DOMESTICI

Competition Project
Comune di Cesena
Cesena (IT)
2012.01
La via Emilia è oggi il tipico paesaggio urbano della strada di grande percorrenza. Riconvertire la strada ad un traffico locale offre l’opportunità di fare leva sulle condizioni di vita sociale e collettiva già presenti per ampliare all’intera sezione stradale e al suo intero sviluppo lineare quei caratteri di paesaggio urbano familiare e civico presente in numerosi episodi lungo la strada.

CASA PER ANZIANI IN DUE BLOCCHI

Competition Project
Comune di Castelleone
Castelleone, Cremona (IT)
2011.09
Una casa per anziani di 8 alloggi si inserisce in un quartiere di altre comunita’ per anziani ai margini di una cittadina della pianura padana. Affacciato verso un piccolo corso d’acqua il nuovo edificio lavora sugli spazi intermedi costruendo nuove relazioni tra spazi privati e spazi collettivi e tra spazi aperti e spazi interni.

 

 

SPEISINGER CIVIC HUB

International Competition Project
Europan 11
Vienna (AT)
2011.06
A new civic center will be created around a new stop of the S-Bahn railway line. A main linear building defines the central public area and a series of public passages, ramps, pathways, sport facilities, greenhouses and community gardens create a collective field of cooperation between the three different sites involved in the redevelopment.

FAKE VENICE

International Competition Manifesto
Venice City Vision
Venice (IT)
2011.06
Fakeness is today an highly diffused procedure to re-invent things, re-creating them better then before in new phantom images. And that is Fake Venice: a place in which some conditions never realized before are forced to develop in the city.
Fake Venice is a reflection on fakeness and the future of a city. It reflects on the “potential being”: it focuses on one of the potential Venice that have not been realized.

E10 EUROPEAN FORUM OF RESULTS

Competition Closing Event
Europan Europe
Neuchatel (CH)
2010.05
The Forum of the 10th session of the european competition Europan took place in the University of Neuchatel. The Forum began with the Swiss Awards Ceremony: the office has been awarded of the II Prize for the project THE 4TH ECO-SYSTEM. Afterwards, some working groups have been organised around specific topics to discuss with the local administration representatives the relevance of the winning ideas.

THE 4TH ECOSYSTEM

International Competition Project
Europan 10
Nyon (CH)
2009.06
Les Plantaz site presents extraordinary conditions to experiment new way of organizing the urban fabric working on the interaction between nature and the city. Ecological reasons may join urbanism. The opportunity of working with three existing ecosystems of spontaneous vegetation offers an exceptional event to improve natural environment and to foster sustainable urban development.

ECOSCAPES

Competition Project
Comune di Cavriglia
Cavriglia, Arezzo (IT)
2009.06
Ecoscape propone un’idea nuova di parco declinando insieme ecologia, leisure ed energia. Il tentativo è quello di immettere nel sistema dei flussi turistici che investe la Toscana un elemento nuovo, al momento estraneo e non presente nella gamma di offerta. L’obiettivo è duplice: riqualificare in chiave ecologico – naturalistica un’area di sfruttamento minerario ed immettere Cavriglia nella rete di relazioni globali legate al turismo.

 

THE 4TH ECOLOGY

International Competition Project
Europan 10
Dessau (DE)
2009.06
The 4th ecology is a programmatic strategy for the city of Dessau, developed inside the three existing ecologies and proposing a pragmatic alternative to the complete replacement of the abandoned urban clusters. It proposes punctual reforms for core and border areas by adopting parasites, incision and infilling operation. It intensifies the spatial relation between the streets, the buildings and the internal courts.

PULVISCOLI

Competition Project
Comune di Teramo
Teramo (IT)
2008.06
Il progetto per il nuovo sistema di spazi pubblici del centro storico di Teramo si propone come un piccolo manifesto per l’incoraggiamento della vita collettiva in città. Si tratta di costruire dentro al sistema di relazioni preesistenti una serie di dispositivi fisici che incentivino la socialità e contribuiscano a rinnovare una dimensione collettiva attorno ad alcune sue condizioni rilevanti – scienza, natura, cultura.

E9 NORWAY PRIZE CEREMONY

Competition Closing Event
Europan Norway
 Oslo (NO)
2008.01
In the DOGA, the Norwegian Centre for Design and Architecture in Oslo, it took place the Prize Ceremony of the winning projects for the norwegian sites of Europan 9. In the Ceremony the office has been awarded of the Honorable Mention for the project LAB-CITY. During the meeting we presented the project and we discussed it with the other teams and the local representatives.

LAB-CITY

International Competition Project
Europan 9
Lillestrøm (NO)
2007.06
The project for a public space in the civic centre of Lillestrøm is a concrete solution to a local problem – the need for a recognizable meeting place – and, at the same time, it works as a small manifesto: the Stortorvet Square is intended as an environmental public deck populated by many dispositifs able to react with the local conditions at the environmental, economical, urban and social levels.

5 CASE UNIFAMILIARI AD ALTA DENSITA’

Competition Project
ATER Matera
Matera (IT)
2006.02
Cinque nuovi piccoli edifici si inseriscono nella serie di nuovi brani edificati che nel tempo si sono realizzate sull’impianto iniziale del Borgo La Martella. Rispetto alle recenti espansioni di case a schiera il progetto propone una sequenza di piccole case unifamiliari isolate ma affiancate. Con un ritmo serrato i blocchi cercano di declinare la condizione sub-urbana del villaggio verso un’atmosfera più urbana.

BLOCCO RESIDENZIALE COMPATTO

Competition Project
Società Etruria Immobili srl
Grosseto (IT)
2005.09
In un quartiere misto produttivo/residenziale un nuovo blocco abitativo sostituisce un capannone industriale. Il progetto propone un modello ibrido: definisce una massa compatta e una scala complessiva dell’edificio simile ai blocchi industriali ma garantisce una elevata qualità abitativa grazie ai patii e all’articolato sistema di distribuzione. Immesso in un quartiere misto il nuovo edifico cerca in sé stesso affacci e spazi collettivi di socialità.